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Che cos'è l'insonnia

L’insonnia è uno dei disturbi del sonno più frequenti (colpisce tra i 12 e i 15 milioni di persone solo in Italia), nonché uno dei più fastidiosi: non coinvolge solo la notte, infatti, ma si ripercuote su tutta la giornata.

L’insonnia è un disturbo complesso, che può essere classificato secondo differenti gradi di intensità:

Proprio per questa sua complessità, è difficile dare una definizione esatta dell’insonnia; infatti, non può essere ridotta semplicemente all’impossibilità di dormire. Secondo quanto emerso dal Consensus Italiano dei medici di Medicina Generale tenutosi nel 2005, esistono diversi indicatori che possono aiutare a diagnosticare l’insonnia; essi si distinguono in notturni (difficoltà nell’addormentarsi, frequenti risvegli notturni, cattiva qualità del sonno che è percepito come poco ristoratore), e diurni (astenia, disturbi della memoria, ansia, depressione e sonnolenza).

Ma che rapporto hanno gli italiani con l’insonnia? Secondo i dati emersi dallo studio Morfeo II (il più grande studio eseguito su questo disturbo e condotto nel 2002), la causa principale dell’insonnia è l’ansia (nel 24,4% dei casi), seguita dallo stress (23,7%) e dalla depressione (nel 6,4% dei casi); nel 20% dei casi, invece, l’insonnia non ha cause apparenti, e perciò viene definita “primaria”.

A soffrirne sono principalmente le donne, intorno ai 58 anni di età, che svolgono regolarmente un’attività lavorativa (sia in casa sia fuori). Per il 60% degli intervistati, l’insonnia procura un senso di tensione che si protrae durante tutta la giornata, fino a sfociare in veri e propri attacchi depressivi.

Va aggiunto, tuttavia, che ben il 56% degli insonni non si sottopone a cure appropriate, pensando che tale disturbo non sia grave e che, forse, passerà da sé. Il restante 44% si sottopone a terapia farmacologica; il 70% di questi pazienti non risponde alle cure.





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